6. L’astronomo cabina

Qualche mese fa, insieme alla mia famiglia, abbiamo visitato il celebre Borgo Universo di Aielli, piccolo comune marsicano in provincia dell’Aquila, incastonato tra le montagne del Parco naturale regionale Sirente Velino.

Aielli è diventato famoso negli ultimi anni per un’idea tanto semplice quanto bella: trasformare un borgo storico – con i suoi edifici antichi, talvolta segnati dal tempo – in una tela a cielo aperto. Le facciate delle case si sono riempite di murales realizzati da artisti provenienti da ogni parte, ciascuno con il proprio stile, la propria sensibilità, le proprie tematiche. Passeggiare tra le sue vie significa attraversare mondi diversi, lasciarsi sorprendere da colori, simboli e storie.

Eppure, ciò che mi ha colpito più di tutto non sono stati soltanto i grandi murales – alcuni veri e propri capolavori – ma quelle piccole opere capaci di farmi cambiare prospettiva e di restituirmi stupore davanti a elementi tanto comuni quanto sorprendentemente ricchi di potenziale creativo.

Ricordo, ad esempio, una ringhiera in ferro battuto. A prima vista poteva sembrare una semplice balaustra; in realtà si estendeva oltre il necessario per raccontare scene di situazioni quotidiane, legate alla vita agricola o ad esempio lettori sotto un lampione.

E poi c’era lei.

Una semplice cabina elettrica, chiusa nel suo armadietto tecnico, appoggiata a un muro di pietra. Accanto, una colonnina – probabilmente per linee telefoniche. Con un tocco di creatività tanto semplice quanto geniale, erano diventati un astronomo meravigliato che puntava il suo telescopio verso il cielo, utilizzando proprio la colonnina come cavalletto.

Per me questo simpatico amico rappresenta proprio quello che è stato fatto in grande con tutti gli edifici del borgo: scorgere opportunità e bellezza dove apparentemente non ce n’è, immaginare possibilità nuove dentro ciò che sembra solo funzionale o addirittura decadente. Un invito a non fermarsi alla superficie.

Che bello sarebbe riuscire a guardare tutto ciò che ci circonda con la stessa curiosità e passione dell’astronomo-cabina. Forse ci accorgeremmo di quanti capolavori come lui potremmo creare intorno a noi.

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