7. Un nome alle montagne

Lo scorso weekend mi trovavo all’aeroporto di Malpensa, vicino Milano. Ci ero già passato un paio di volte, sempre di sera. E non mi ero mai accorto del panorama meraviglioso su cui affaccia.

Le Alpi Lepontine abbracciano l’aerostazione e la loro vista riempie occhi e cuore di chi parte o di chi arriva. Soprattutto se – come è capitato a me – ti trovi lì a mezzogiorno, immerso in una giornata di sole limpida.

Avevo qualche minuto extra e ho deciso di passeggiare lungo gli ingressi dell’aeroporto, con lo sguardo fisso alla catena montuosa. Le rocce sembravano graffiare con delicatezza il cielo azzurro. Le creste innevate lo completavano.

Come spesso mi succede davanti a panorami così, mi sono meravigliato. E subito dopo, forte del non dover rincorrere il tempo attraverso le decine di gate, ho iniziato a chiedermi: come si chiamano quelle cime? Ho una passione per i nomi delle montagne. Ho pensato: chissà se sto guardando il Monte Rosa, confuso dalla mia vaga conoscenza geografica e dalla mia ancor meno affidabile capacità di orientamento.

Poi l’ingegnere che è in me si è chiesto: che figata sarebbe avere un’app che, inquadrando le montagne, mi sovrapponga i nomi dei picchi?

Pochi minuti dopo ho fatto una ricerca e ho scoperto che quell’app esiste già. Anzi, ne esistono diverse che fanno esattamente questo: PeakFinder, PeakVisor e altre simili.

Ho scaricato PeakVisor e l’ho provata.

È bellissima.

Inquadri l’orizzonte e sullo schermo compaiono i nomi delle cime che stai guardando. Puoi esplorare le altitudini, le distanze. È come se la meraviglia iniziale si approfondisse, come se lo stupore non si esaurisse nel “che bello”, ma si trasformasse in conoscenza.

La foto che ho scattato a Malpensa era un po’ disturbata da alcune palazzine in primo piano, così ho riprovato l’app una volta tornato in Germania, utilizzando un bel panorama che avevo fotografato mesi fa a Lenggries. Il risultato è nell’immagine di questo articolo.

E mentre guardavo quei nomi comparire sullo schermo, ho pensato a quanto amo la tecnologia quando riesce a fare questo: non sostituirsi allo sguardo, ma ampliarlo. Non distrarci dal mondo, ma aiutarci ad abitarlo con più entusiasmo.

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