8. Espresso cover

Quest’anno ho seguito con meno costanza il Festival di Sanremo, che di solito mi appassiona e diventa terreno fertile per discussioni infinite con famiglia e amici. È uno di quei riti collettivi che mi piace vivere in diretta, commentando dettagli, scelte e canzoni. Stavolta, invece, mi sono lasciato accompagnare dalla differita: ho recuperato solo alcune esibizioni, quelle che accendevano in me una scintilla di curiosità.

Tra queste, non ho potuto fare a meno di guardare quella di Sayf insieme a Mario Biondi e Alex Britti. La stima che provo per gli ultimi due è grande, ed è bastato leggere i loro nomi per fermarmi e premere play.

Non mi aspettavo, però, di essere travolto.

È stata un’ondata di energia, creatività, blues. Un’esplosione capace di attraversare lo schermo e raggiungermi mentre ero semplicemente seduto sul divano. Il ritmo irresistibile di “Hit the Road Jack” ha acceso qualcosa dentro di me: il piede che batte il tempo, le mani che si muovono quasi senza accorgermene, il sorriso che si allarga spontaneo.

E poi Sayf, che fino a quel momento non conoscevo. Non si è limitato a “reggere” il palco accanto a due nomi così importanti. A dirla breve, ha semplicemente spaccato. Con naturalezza ha cantato, intrattenuto, dialogato con il pubblico. E a un certo punto si è anche messo a suonare la tromba.

Per l’energia sprigionata sul palco – e per quella che, quasi per riflesso, si è accesa in me – mi ha ricordato il medley della serata cover di Gianni Morandi e Jovanotti di qualche anno fa. In quell’occasione avevano trasformato l’Ariston in una discoteca, ribaltando le poltrone rosse in un’esplosione di ritmo e leggerezza. Ancora oggi, se riascolto quell’esibizione, riesce a farmi scatenare nel cuore e nella mente, anche se sono semplicemente seduto su una sedia d’ufficio.

A volte mi chiedo quali possano essere alternative a un espresso per darmi una scarica di energia. Ecco che ne ho trovata una.

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