25. Le note di un sogno

Quindici giorni fa ero al concerto di Ludovico Einaudi a Barcellona, per realizzare un sogno che portavo con me fin dalla prima adolescenza: ascoltarlo dal vivo.

La serata si è costruita attorno ai brani di Summer Portraits, il nuovo album del pianista torinese, che ha come tema centrale l’estate. Non soltanto l’estate intesa come stagione dell’anno, ma come stagione della vita: i colori accesi, la luce piena, i piedi sulla sabbia, un primo amore. Come racconta lui stesso sul suo canale YouTube, Einaudi ha provato a portare questi e altri elementi nei suoi nuovi brani, accompagnati da una bellissima orchestra e da suggestive immagini girate del Mediterraneo e i suoi abitanti.
Lo stile era sempre il suo: riflessivo, intimo, introspettivo. È lo sguardo di un uomo che osserva il mare per capire dove è arrivato. Ma è anche lo sguardo di un uomo che resta giovane, e non vede l’ora di salpare verso il nuovo: sono rimasto letteralmente estasiato quando l’orchestra ha iniziato ad accompagnare le sue note utilizzando il violoncello e il violino come fossero una chitarra e un ukulele.

Naturalmente, non sono mancati i suoi grandi classici, rivisitati per dialogare in armonia con l’orchestra: Experience, Nuvole Bianche, I Giorni, Divenire… Proprio su questi brani l’attesa e l’emozione erano altissime. Quando Einaudi intonava le prime note, scattavo subito con l’attenzione e con il braccio verso mia moglie, quasi a dirle: “Eccoci. Ci siamo”. Ed era bello, divertente, vedere che migliaia di persone intorno a me sembravano ripetere lo stesso gesto, riconoscendo all’istante l’inizio di qualcosa che apparteneva anche a loro.

E in questo senso, il momento che ho trovato più mio è stato al terzo brano della scaletta: Experience. Fin dai primi accordi, è stato come se la pellicola della mia vita si fosse riavvolta e poi srotolata in time-lapse davanti agli occhi: gioie, dolori, ricordi, attese. Tutto insieme. Sul mio volto sono comparsi un sorriso e qualche lacrima. A quel punto ero pronto ad ascoltare.

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