26. Chiaroscuro

Lo scorso fine settimana ero in Olanda e, tra tulipani, mulini a vento e lunghe passeggiate, ho visitato anche Amsterdam, con i suoi splendidi canali. Proprio lì, nei pressi del Museumplein, si trova il Rijksmuseum, uno dei musei d’arte più importanti al mondo, celebre soprattutto per custodire La ronda di notte di Rembrandt, insieme a molti altri capolavori.

Al Rijksmuseum non è stato semplice concentrarsi e lasciarsi davvero raggiungere dalle opere: c’erano moltissime persone, molto rumore e un movimento continuo nelle sale, nonostante il prezzo dell’ingresso non sia affatto indifferente. Eppure, davanti ai quadri di Rembrandt, il pensiero è tornato subito a qualche mese fa, quando entrai all’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera e conobbi, per la prima volta con reale attenzione, questo pittore olandese.

All’Alte Pinakothek, dove ogni domenica si può entrare con appena un euro, sono esposte diverse sue opere, per lo più dedicate alla vita di Cristo. Mi avevano colpito profondamente per il punto di vista adottato e, soprattutto, per il modo in cui l’artista utilizza la luce. In quelle tele comparivano spesso scene affollate, attraversate da volti, gesti, presenze, situazioni belle o crudeli. Poi, all’improvviso, una luce tenue, raccolta in un piccolo spazio del quadro: quello in cui si trovava Cristo. Tutto il resto, intorno a Lui, sembrava fermarsi.

Ricordo di essermi seduto per alcuni minuti su una poltroncina, restando semplicemente in silenzio a osservare. Non sono assolutamente un esperto di pittura, ma credo che le opere davvero belle siano proprio quelle che ti costringono a rallentare, a guardare più a fondo. Quelle che, per qualche istante, riescono a far sparire il mondo intorno.

In quei momenti si accende proprio una piccola luce nella mente, simile a quella che Rembrandt posa sulle sue tele, e che a me ha ricordato quella che, da bambino, avevo sulla scrivania nella mia cameretta. È una luce capace di farci sentire nel luogo più intimo di casa nostra, là dove il rumore del mondo si abbassa, tutto si fa silenzio e noi riusciamo finalmente a concentrarci su ciò che conta davvero.

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